Separati in casa diritti e doveri: tutto quello che nemmeno Google sa

diritti-doveri-separati-in-casa

Una delle prime cose che cercai sul caro e vecchio Google, quando io ed il mio ex decidemmo di separarci in casa, fu proprio la domanda: “Quali sono i diritti ed i doveri dei separati in casa?”
Probabilmente, se stai leggendo questo articolo, è perché hai cercato anche tu queste informazioni proprio su Google, e come me, ti sei scontrata/o con risposte alquanto deludenti o non così esaustive come speravi. Continua a leggere per avere risposte dirette da chi ci è passata in prima persona.

Separati in casa diritti e doveri: facciamo chiarezza?

Le mie ricerche in un primo momento, mi portarono praticamente ad un nulla di fatto che, nella mia testa, ebbe il suono di una bomba che gettava in giro nel mio cervello un altro milione e mezzo di domande (giusto per migliorare la situazione già per niente delicata,
no?)!

Così, dopo un iniziale smarrimento, letture di forum alla “Cioè” e blog mezzi incomprensibili di avvocati e avvocate divorzisti/e, mi decisi a chiedere proprio ad uno di questi ultimi. Ti avviso già: probabilmente le risposte non ti piaceranno comunque! Per farla breve, la risposta cambia in base allo stato precedente della coppia. In poche parole se eravate sposate/i o meno con l’ex partner con cui state convivendo da separati.

separati- in- casa- diritti- e -doveri

Non ti fare illusioni, ancora una volta le risposte non sono comunque delle più rosee in entrambi i casi. Quindi partiamo, via il dente e via il dolore: continua la lettura.

In entrambi i casi, legalmente, la separazione in casa non è contemplata come realtà familiare

Lo so. Siamo tantissimi/e in questa situazione, eppure non siamo riconosciuti, il che vuol dire ovviamente, che non abbiamo diritti come dei separati in forma “classica”.

Se siete sposati…

In caso di coppie sposate, un giudice potrebbe anche porre una data entro cui andare a vivere in due case separate, anche laddove non ci siano i presupposti economici. Il problema economico poi è, spesso e volentieri, uno dei principali motivi per cui una coppia di
ex partner decide di rimanere a convivere… Vedi come si complica la situazione?

Quindi che si può fare?

Esattamente come una coppia separata in due abitazioni, si può redigere un documento, in cui si mette nero su bianco un accordo con tutte le intenzioni.

Esempio:
Le spese saranno suddivise così:
Eventuali spese in comune come mutuo/affitto/bollette ecc.
Gestione macchine/mezzi in comune
Ecc.

Separati in casa diritti e doveri. E se ci sono i figli?

Ovviamente questo documento, se ci sono dei figli, è importante integrarlo ad un vero e proprio patto genitoriale, in cui si inseriscono tutte le cose precedenti, più cose prettamente legate alla crescita dei figli. Questo documento lo si può scrivere autonomamente o con l’aiuto di un avvocato, in entrambi i casi, sarà necessario farlo firmare ed autenticare da un Notaio.

In questo modo, ponete voi i vostri confini e le vostre regole e, nulla vi vieta, di decidere voi stessi una data di fine convivenza all’interno del patto stesso. Una cosa importante, a cui nessuno pensa (neanche io onestamente, ma non essendo stata sposata, ci stava anche) è che, per le coppie sposate, finché si convive sotto lo stesso tetto, rimangono tutti gli obblighi precedenti. Quindi rimane ad esempio, il dovere alla fedeltà coniugale. Cosa che ovviamente non si applica alle coppie che non erano sposate.

Onde evitare di creare situazioni spiacevoli, anche i vari obblighi matrimoniali possono essere rimodulati nel patto, in modo da creare le libertà individuali anche davanti alla Legge.

Al di là del patto, organizzate anche la comunicazione ai bambini, possibilmente chiedendo aiuto a professionisti preparati.

In sostanza: tutelatevi da soli

Lo so, probabilmente tutto questo non era ciò che avresti voluto sentirti dire. Io stessa, trovo vergognoso che debba essere il cittadino a “farsi” delle leggi per salvaguardarsi da solo, quando in questo Paese ci sono veramente tantissime famiglie con questo tipo di realtà.
Poi, come dico sempre, cerchiamo di fare comunque di necessità virtù, ed iniziare a dare l’esempio intorno e a parlarne.

Che magari piano piano le cose cambiano, chissà!

Spero di esserti stata utile e di aver risolto un po’ di dubbi.

Un abbraccio,
Tecla

DISCLAIMER: Ci tengo a precisare che tutto ciò che ho scritto vale laddove ci siano i presupposti emotivi e fisici sani sia per i partner che per gli eventuali minori! In caso di situazioni di abusi, violenza domestica o comunque non si arrivi ad un patto concorde fra le
parti tutto ciò non è ovviamente applicabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto