Separazione in casa comunicarlo ai bambini: dirlo o non dirlo?

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Dirlo o non dirlo? Come dirlo? Perché?”. Quando si tratta di separazione in casa comunicarlo o meno è sicuramente una delle prime “preoccupazioni”. Ammettilo, a noi Shakespeare ci fa un baffo! A parte gli scherzi: questa è una delle prime domande che ci si pone, sia in una separazione “classica” che in una realtà familiare come la separazione in casa.

In entrambi i casi, non è una di quelle esperienze piacevoli che non vedi l’ora di affrontare… ma in quanto genitori, non sarà neanche la prima e ultima esperienza per cui faremmo volentieri a cambio con qualcosa di altrettanto piacevole, come il dentista!

Separazione in casa: comunicarlo è un dovere?

Abbiamo già parlato dei diritti e doveri dei separati in casa, ma comunicarlo ai bambini è un dovere?

Ci tengo subito a fugare ogni dubbio: se speri che ti dirò che la scelta migliore per i tuoi bambini è quella di non dire niente… rimarrai delusa o deluso. Dirlo è fondamentale. Ma partiamo dalle basi.
Di per sé, indipendentemente dalla fascia d’età dei propri figli, non è un argomento facile da affrontare, e ci si deve preparare.

Se infatti nessuna persona si sognerebbe mai di affrontare la Maratona di New York, se fino al giorno prima l’unico motivo per cui correva era per portare fuori la spazzatura e rientrare in casa per il freddo, non vedo perché ci si aspetta da dei genitori appena separati, con
un’emotività che se va bene è solo leggermente a brandelli, di poter affrontare con calma e lucidità un discorso del genere con i propri figli, ed essere ovviamente super preparati a rispondere a qualsiasi domanda (sì, anche quelle scomode!) che ci porranno.

Questa è purtroppo un’aspettativa sociale irrealistica e che fa più danni della grandine!

Io ed Andrea anche, ci stavamo per cadere con tutte le scarpe. Infatti, sapevamo benissimo che era importante dirlo alle nostre figlie, e appena abbiamo stabilito un minimo di regole per affrontare la nuova quotidianità, eravamo assolutamente intenzionati a dirlo loro.
Prima però, ci siamo fortunatamente messi noi due da soli al tavolo, immaginando dei possibili scenari.

Forse, per qualcuno sarà inutile specificarlo: fu una catastrofe. Ci rendemmo conto che non avevamo la più pallida idea di quali parole usare, come semplificare. E non sto neanche a dire quando abbiamo provato a farci “le domande più comuni dei figli di genitori separati” trovate su Google!
Hai presente Hiroshima? Ecco. Peggio.

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A quel punto, dopo esserci guardati con un misto di amarezza e disgusto (si fa per ridere eh!), abbiamo capito che se non volevamo creare traumi da qui alle future cinque generazioni (come le maledizioni nei film horror anni 80’), dovevamo rivolgerci verso
qualcuno di competente.

Quali professionisti coinvolgere?

La domanda: “separazione in casa comunicarlo o meno?” ha avuto presto una risposta importante: chiediamo aiuto.

Un/a professionista che ci aiutasse a impostare un discorso e ci preparasse alle eventuali domande. Per tornare all’esempio della Maratona di New York: avevamo bisogno di prepararci e allenarci. Né più né meno. D’altronde, anche la comunicazione, è una facoltà che si allena esattamente come ogni altra.

Di professionisti che possono aiutarti a fare questo, ce ne sono tantissimi, ti faccio un breve elenco delle 3 figure principali:

  1. Pedagogista
  2. Psicopedagogista
  3. Psicoterapeuta
    Non mi dilungherò a spiegare qui le differenze tra queste figure, magari ci farò un articolo a parte. Fatto sta che sono tutte figure più che valide con le quali intraprendere questo tipo di percorso.

Accertati possa essere la persona giusta per voi

Io e Andrea scegliemmo di rivolgerci a un Pedagogista. Purtroppo, la prima pedagogista da cui andammo, non ci fu d’aiuto. Era una professionista non aggiornata e che prendeva linee guida del paleozoico. Capita, e proprio per questo il mio primo consiglio è: prima di rivolgerti ad un qualsiasi professionista (dal pedagogista al Life Coach), chiedi il curriculum aggiornato!

Eviterai di spendere soldi senza benefici, che sono sicura sarai d’accordo con me: fa arrabbiare.
Invece, il secondo Pedagogista da cui andammo, specializzato proprio in separazioni, fu una vera benedizione. Dopo il percorso con lui, spiegare con parole semplici la nuova situazione alle bimbe, ci risultò molto più accessibile e, sebbene con qualche tentennamento in alcuni casi, anche rispondere alle domande si rivelò un’esperienza fattibile.

Ma è davvero necessario dirlo alle bimbe? In fondo sono piccole…

Voglio anche riportare l’esempio fattoci dal Pedagogista, alla domanda “Ma è davvero necessario dirlo alle bimbe? In fondo sono piccole…”.
Immagina di essere nato con degli occhiali che ti fanno vedere tutto rosa. Cresci con la convinzione che gli alberi sono rosa, che la tua stanza è rosa, che non ci siano altri colori! Ok?

Un giorno inciampi, e gli occhiali cadono rompendosi in mille pezzi. Ed ecco che tutto quello che credevi fino a quel momento essere rosa, non lo è più. Certo, ci saranno delle cose che saranno comunque rosa, ma il resto?

E non basta: scopri che tutti intorno a te sapevano degli altri colori, ma visto che ti piaceva tanto il rosa hanno pensato di fare meglio a non dirtelo… Come ti farebbe sentire?

Ora, per quanto possa essere una storiella portata all’esasperazione, trovo comunque che il suo messaggio possa essere utile.

Questo appunto vuol dire, che dobbiamo affrontare il discorso come se parlassimo a degli adulti?

Comunicare ai bambini la separazione in casa è, appunto, comunicarlo a dei bambini. Quindi occorre fare un discorso adeguato all’età del bambino.
Artemisia ed Ophelia (le mie figlie), quando abbiamo affrontato il discorso con loro, avevano rispettivamente 3 e 1 anno e mezzo. In questo caso, abbiamo dovuto lavorare sulla semplicità e sull’accessibilità delle informazioni che potevano o meno comprendere. Se
avessero avuto 6 anni, avremmo affrontato il discorso con altri strumenti e strategie. Ma è proprio per questo che servono appunto i professionisti.

Spero di esserti stata d’aiuto, e averti dato degli spunti di riflessione pratici ed utili.
Ti abbraccio, continua a seguire il mio blog!

Tecla

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